website Vai al contenuto
Sta arrivando la BlackWeek Affinito · Capi fino al -50% di sconto
ItalianoItaliano
  • Lingua ItalianoItaliano
  • Lingua EnglishEnglish
  • Lingua DeutschDeutsch
  • Lingua FrançaisFrançais
  • Lingua EspañolEspañol
EUR €
  • ALL L
  • BAM КМ
  • CAD $
  • CHF CHF
  • CZK Kč
  • DKK kr.
  • EUR €
  • GBP £
  • HUF Ft
  • ISK kr
  • MDL L
  • MKD ден
  • PLN zł
  • RON Lei
  • RSD РСД
  • SEK kr
  • UAH ₴
  • USD $
info@affinitocamiceria.it

Cosa stai Cercando?

Tinto in filo o stampato: perché le righe tessute durano di più

Tinto in filo o stampato: perché le righe tessute durano di più

Tinto in filo o stampato: perché le righe tessute durano di più

Prendi due camicie a righe azzurre e bianche, appendile una accanto all'altra: a prima vista potrebbero sembrare uguali. Eppure una delle due potrebbe essere nata da fili già colorati prima della tessitura, l'altra da un tessuto bianco su cui il disegno è stato stampato dopo. È la differenza tra un tessuto tinto in filo e uno stampato, una distinzione che i camiciai conoscono bene e che racconta molto, sia della tecnica sia della storia dei tessuti. Ed è anche il motivo per cui le righe tessute tendono a durare di più.

Che cosa significa tinto in filo

Un tessuto è tinto in filo quando i fili vengono colorati prima di essere tessuti. Il disegno, che sia una riga, un quadro o un effetto melange, nasce direttamente dall'intreccio tra l'ordito (i fili che corrono nel senso della lunghezza) e la trama (quelli che li attraversano). Se vuoi una riga azzurra larga due millimetri, sul telaio monti un gruppo di fili azzurri, poi un gruppo di fili bianchi, e così via. Il motivo non è disegnato sopra la stoffa: è la stoffa stessa.

Questo ha alcune conseguenze molto concrete:

  • il disegno è visibile in modo quasi identico sul diritto e sul rovescio del tessuto;
  • il colore penetra a fondo nella fibra, perché il filo viene immerso nella tintura per intero;
  • i contorni delle righe sono nitidi, perché seguono il percorso dei fili e non dipendono da un inchiostro che si deposita sulla superficie.

Molti dei tessuti più classici della camiceria sono tinti in filo: le righe, i quadri vichy, il fil-à-fil (con il suo caratteristico effetto puntinato ottenuto alternando fili chiari e scuri), lo chambray, molti Oxford colorati. Sono tessuti in cui il colore e la struttura nascono insieme.

Che cosa significa stampato

Nel tessuto stampato il percorso è opposto. Si parte da una stoffa già tessuta, di solito bianca o in un colore di fondo, e si applica il disegno sulla superficie, con colori che vengono fissati alla fibra attraverso diversi procedimenti. Il risultato può essere bellissimo e molto dettagliato: la stampa permette di ottenere fiori, motivi paisley, disegni minuti, sfumature e figure che con la tessitura sarebbero difficilissimi o impossibili da realizzare.

Il limite, se così vogliamo chiamarlo, è che il colore sta soprattutto in superficie. Basta girare il tessuto per accorgersene: sul rovescio il disegno è spesso più pallido, a volte appena accennato. Con l'uso, con gli sfregamenti e con i lavaggi, le zone più esposte possono schiarirsi prima del resto.

E il tinto in pezza?

Esiste anche una terza strada, il tinto in pezza: il tessuto viene tessuto in greggio e poi tinto tutto insieme, in un unico colore. È il metodo più comune per le camicie in tinta unita. Non permette di creare righe o quadri, ma garantisce una colorazione uniforme e una buona resistenza, perché la stoffa viene immersa interamente nel bagno di colore.

Una storia lunga secoli

Tingere i fili prima di tesserli è una delle tecniche più antiche del mondo. Tessuti a righe e a quadri ottenuti con fili colorati esistevano in moltissime culture, dall'Asia all'Europa, ben prima che si inventassero macchine per la stampa. Pensa ai tartan scozzesi, ai madras indiani, ai tessuti a righe dei mercanti orientali: tutti nascono sul telaio, filo dopo filo.

Anche la stampa ha una storia antica, fatta per secoli a mano con blocchi di legno intagliati, intinti nel colore e premuti sulla stoffa. Tra il Seicento e il Settecento in Europa scoppia una vera e propria febbre per le "indiane", i cotoni stampati e dipinti importati dall'India. Il loro successo fu tale da preoccupare i produttori europei di lana e seta: la Francia arrivò a vietarne l'importazione e l'uso per diversi decenni a partire dal 1686, e l'Inghilterra approvò leggi restrittive sui cotoni stampati nei primi anni del Settecento. Divieti che, curiosamente, non riuscirono mai a spegnere del tutto la passione per quei tessuti.

La svolta industriale arriva alla fine del Settecento, quando in Inghilterra viene brevettata la stampa a cilindri incisi, che permette di stampare metri e metri di tessuto in modo continuo e molto più rapido. Nell'Ottocento la stampa diventa così una tecnica di massa, mentre il tinto in filo rimane legato a una lavorazione più lenta e a tessuti considerati di maggiore pregio. Nel Novecento arriveranno la stampa a quadro, quella rotativa e, molto più di recente, la stampa digitale.

Quando il colore sta solo in una direzione

Il tinto in filo permette anche effetti più sottili di una riga. Nello chambray e in molti Oxford colorati, per esempio, l'ordito è tinto, spesso in azzurro, mentre la trama resta bianca. Il risultato non è un disegno vero e proprio, ma un colore "vibrante", leggermente screziato, che cambia appena con la luce. È lo stesso principio del denim, dove l'ordito blu e la trama chiara spiegano perché il rovescio di un jeans è più chiaro del diritto. Sono tessuti in cui la bellezza nasce dall'incontro di due fili diversi, ed è proprio questa profondità che una stampa difficilmente riesce a imitare. Chi li osserva con una lente vede una piccola scacchiera di punti chiari e scuri, invisibile a occhio nudo ma responsabile di quell'aspetto vivo e naturale.

Perché le righe tessute durano di più

Torniamo alla nostra domanda iniziale. Perché una riga tessuta tende a invecchiare meglio di una stampata? Le ragioni sono soprattutto tecniche.

  1. Il colore è dentro il filo. Nel tinto in filo ogni singolo filo è colorato in tutto il suo spessore. Anche quando il tessuto si consuma un po', sotto c'è sempre lo stesso colore.
  2. Il disegno è strutturale. La riga esiste perché i fili sono disposti in quel modo. Non può "staccarsi", screpolarsi o sbiadire in modo irregolare, perché non è stata aggiunta in un secondo momento.
  3. Gli sfregamenti pesano meno. Nelle zone più sollecitate, come colletto, polsini e gomiti, la stampa è la prima a mostrare i segni del tempo. Il tinto in filo invecchia in modo più uniforme.
  4. I lavaggi sono meno aggressivi sul disegno. Ogni lavaggio porta via un po' di colore a qualsiasi tessuto, ma su un tinto in filo il cambiamento è più omogeneo e quindi meno visibile.

Questo non significa che la stampa sia da evitare. Esistono tessuti stampati di altissima qualità, realizzati con coloranti eccellenti e tecniche raffinate, che durano a lungo e hanno un fascino tutto loro. Semplicemente, quando si tratta di righe e quadri, il tinto in filo è da sempre la scelta tradizionale della camiceria.

Come accorgersi della differenza

C'è un piccolo trucco da camiciaio che puoi provare anche tu, per pura curiosità: gira il tessuto. Se sul rovescio le righe sono vive e nitide come sul diritto, con ogni probabilità il tessuto è tinto in filo. Se invece il disegno appare sbiadito o quasi assente, è stato stampato. Un altro indizio è il bordo delle righe: in un tessuto tessuto, osservando da vicino, vedrai i singoli fili colorati che si alternano; in uno stampato i contorni sono più "piatti", come un disegno su carta.

È uno di quei dettagli che non si notano al primo sguardo, ma che dicono molto sulla storia di un tessuto e sul lavoro che c'è dietro. Altri approfondimenti sui tessuti e sulle loro origini li trovi sul nostro blog.

Scopri le camicie Affinito

Righe sottili, righe larghe, quadri e tinte unite: dietro ogni fantasia c'è una scelta di tessuto. Nelle collezioni Affinito trovi camicie realizzate con tessuti selezionati, pensati per accompagnarti a lungo. Puoi scoprire tutte le camicie online oppure toccare con mano i tessuti nei nostri negozi.

I negozi Affinito Camiceria

Puoi provare le camicie, richiedere il su misura e vedere i ricami dal vivo in tutti i nostri punti vendita:

  • Afragola (NA): Via Alcide De Gasperi, 66
  • Afragola (NA): Centro Commerciale Le Porte di Napoli, Via Santa Maria la Nova, 1
  • Casalnuovo di Napoli (NA): Via Lagno, 7
  • Frattamaggiore (NA): Piazza Riscatto, 28
  • Nola (NA): Corso Tommaso Vitale, 113
  • Nola (NA): Via San Felice, 62
  • Quarto (NA): Via Masullo, 76
  • Empoli (FI): Via Raffaello Sanzio, 199
  • Bologna: Centro Commerciale Centronova
  • Mondovì (CN): Mondovicino Shopping Center & Retail Park

Vedi tutti i negozi sulla mappa